29 marzo 2009
19 febbraio 2009
Un po' di De André
Non avrai altro Dio, all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse, venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te,
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano
davvero, lo nominai invano.
Onora il padre. Onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice "non devi rubare"
e forse io l'ho rispettato
vuotando in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore,
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice "non ammazzare"
se del cielo vuoi essere degno.
guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno.
guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino
e scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri, già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore.
Un blasfemo (Dietro ogni blasfemo c'è un giardino incantato)
Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore,
più non arrossii nel rubare l'amore
dal momento che Inverno mi convinse che Dio
non sarebbe arrossito rubandomi il mio
Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo,
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte,
mi cercarono l'anima a forza di botte
Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c'e' il bene e c'è il male
Quando vide che l'uomo allungava le dita
a rubargli il mistero di una mela proibita
per paura che ormai non avesse padroni
lo fermò con la morte, inventò le stagioni
... mi cercarono l'anima a forza di botte
E se furon due guardie a fermarmi la vita,
è proprio qui sulla terra la mela proibita,
e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato
ci costringe a sognare in un giardino incantato
18 febbraio 2009
Internet in Italia: come Cina e Birmania

Dal blog di Antonio Di Pietro:
"Il Senato, con voto contrario dell’Italia dei Valori, ha approvato l'articolo 50-bis del Ddl n° 773, un emendamento del senatore Udc Gianpiero D’Alia al pacchetto sicurezza varato dal governo.
L’emendamento avvia “la repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. Nei fatti, se approvato, permetterà di reprimere la libertà di espressione e di opinione in Rete (approfondimento nell’articolo di Punto Informatico ).
Il reato di apologia e istigazione a delinquere è già previsto e punito dalla legge, chiunque ne venga accusato oggi viene processato e, se colpevole, condannato. D’Alia e i suoi mandanti non vogliono attendere il processo, né la sentenza, vogliono emettere subito il verdetto di colpevolezza obbligando i provider ad oscurare da subito il sito. Poi, chi se ne frega del processo.
Un emendamento antidemocratico e incostituzionale che cancellerà l’informazione in internet in un soffio equiparando l’Italia alle uniche due nazioni al mondo che hanno queste restrizioni: Cina e Birmania.
L’emendamento sotto il pretesto di chiudere le porte a siti come You Tube e Facebook in cui sparuti gruppi di fanatici “inneggiano” a Raffaele Cutolo e Salvatore Riina, nasconde ben altri obiettivi. Quello di oscurare l’ultimo tassello dell’informazione, internet, che sfugge al controllo diSilvio Berlusconi monopolista dell'informazione privata e di Stato.
Mi domando perché non oscurare le reti Mediaset visto che inneggiano ad un assassino come Vittorio Mangano. Oppure perché non sciogliere la Lega di Umberto Bossi che istiga i padani ad armarsi di fucili contro “Roma ladrona” da cui i suoi dirigenti prendono un lauto stipendio.
Se questo golpe non si arresterà alla Camera scenderemo in tutte le piazze d’Italia. E ci rimarremo.
Se l’emendamento D’Alia divenisse legge il mio blog, quello di Marco Travaglio, di Beppe Grillo, di Byoblu, di Daniele Martinelli, di Piero Ricca e di migliaia di altre voci libere della Rete, sarebbero oscurati. Questo è l’effetto, ed il vero obiettivo, di quell’emendamento carogna, ed il senatore D’Alia non lo nasconde (come potete capire dal video di un internauta che riporto).
Dite la vostra al senatore Gianpiero D’Alia (email)."Questa l'intervista al senatore D'Alia, che dimostra di non avere la più pallida idea di come funziona la Rete.
Sperando che nel frattempo D'Alia non mi censuri il blog, quasi quasi comincio a fare le valigie.
12 febbraio 2009
Tanti auguri Charles

Esattamente 200 anni fa nasceva a Shrewsbury, vicino a Birmingham, Charles Darwin.
Fin da giovane si interessò di zoologia e botanica, e in seguito intraprese anche degli studi di geologia.
Nel 1831 si imbarcò su un brigantino, il Beagle, che lo portò intorno al mondo in un viaggio che durò 5 anni, durante i quali studiò e catalogò ogni forma di vita animale e vegetale che incontrava. Nel 1839 pubblicò, con il titolo "Viaggio di un naturalista intorno al mondo", il diario di queste esplorazioni.
In seguito cercò per 20 anni di riordinare le idee. La sua educazione gli aveva insegnato che tutte le specie erano sempre state così, create da un Creatore divino; eppure, così come Galileo, mentre veniva imprigionato, sapeva in cuor suo che le sue tesi erano giuste, Darwin era sicuro che l'evoluzione era avvenuta. La conferma delle proprie idee gli venne leggendo il "Saggio sul principio di popolazione" di Thomas Maltus: l'evoluzione era dovuta al meccanismo di selezione che avviene in natura, il quale premia le specie migliori nella lotta alla sopravvivenza.
Fu così che, nel 1859, all'età di 50 anni, Darwin pubblicò "L'origine delle specie".
150 anni sono passati da allora. Nel frattempo la scienza ha fatto passi da gigante, ma la teoria dell'evoluzione ancora non è stata smontata. Anzi, è stata raffozata sempre più da scoperte scientifiche che non esistevano ancora ai tempi di Darwin: dalla deriva dei continenti, allo studio di milioni di fossili; dalla datazione al Carbonio 14, all'osservazione di fenomeni di microevoluzione (vedi moscerini della frutta); fino alla mappatura completa del genoma umano: la specie umana è frutto dell'evoluzione e meno del 2% del suo DNA differisce da quello dei primati.
Nonostante questo l'evoluzionismo è oggi attaccato da un estremismo religioso chiamato creazionismo, basato esclusivamente sulla Bibbia e su zero prove scientifiche. Certo, a giudicare dalle idee primitive di certi individui, viene da chiedersi se l'evoluzione sia davvero avvenuta per tutti.
09 febbraio 2009
11 gennaio 2009
Quello che non sapete su Gaza

Riporto integralmente un post dal blog di Daniele Lutttazzi.
Il NYTimes di oggi pubblica un articolo interessante di Rashid Khalidi, professore di studi arabi alla Columbia, autore di “Sowing Crisis: The Cold War and American Dominance in the Middle East”.
* * *
Quello che non sapete su Gaza
di Rashid Khalidi (NYTimes, 7-1-09)
Quasi tutto quello che siete stati portati a credere su Gaza è sbagliato. Alcuni punti essenziali sembrano mancare dal discorso, svoltosi per lo più sulla stampa, circa l’attacco di Israele alla striscia di Gaza.
Il popolo di Gaza
La maggioranza di chi vive a Gaza non è lì per scelta. Un milione e cinquecentomila persone stipate nelle 140 miglia quadrate della striscia di Gaza fanno parte per lo più di famiglie provenienti dai paesi e dai villaggi attorno a Gaza come Ashkelon e Beersheba. Vi furono condotte a Gaza dall’esercito israeliano nel 1948.
L’occupazione
Gli abitanti di Gaza vivono sotto l’occupazione israeliana dall’epoca della Guerra dei sei giorni (1967). Israele è tuttora considerata una forza di occupazione, anche se ha tolto le sue truppe e i suoi coloni dalla striscia nel 2005. Israele controlla ancora l’accesso all’area, l’import e l’export, e i movimenti di persone in ingresso e in uscita. Israele controlla lo spazio aereo e le coste di Gaza, e i suoi militari entrano nell’area a piacere. Come forza di occupazione, Israele ha la responsabilità di garantire il benessere della popolazione civile della striscia di Gaza (Quarta Convenzione di Ginevra).
Il blocco
Il blocco della striscia da parte di Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, si è fatto sempre più serrato da quando Hamas ha vinto le elezioni per il Consiglio Legislativo Palestinese nel gennaio 2006. Carburante, elettricità, importazioni, esportazioni e movimento di persone in ingresso e in uscita dalla striscia sono stati lentamente strozzati, causando problemi che minacciano la sopravvivenza (igiene, assistenza medica, approvvigionamento d’acqua e trasporti).
Il blocco ha costretto molti alla disoccupazione, alla povertà e alla malnutrizione. Questo equivale alla punizione collettiva –col tacito appoggio degli Stati Uniti- di una popolazione civile che esercita i suoi diritti democratici.
Il cessate-il-fuoco
Togliere il blocco, insieme con la cessazione del lancio dei razzi, era uno dei punti chiave del cessate-il-fuoco fra Israele e Hamas nel giugno scorso. L’accordo portò a una riduzione dei razzi lanciati dalla striscia: dalle centinaia di maggio e giugno a meno di venti nei quattro mesi successivi (secondo stime del governo israeliano). Il cessate-il-fuoco venne interrotto quando le forze israeliane lanciarono un imponente attacco aereo e terrestre ai primi di novembre; sei soldati di Hamas vennero uccisi.
Crimini di guerra
Colpire civili, sia da parte di Hamas che di Israele, è potenzialmente un crimine di guerra. Ogni vita umana è preziosa. Ma i numeri parlano da soli: circa 700 palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi da quando è esploso il conflitto alla fine dello scorso anno. Per contro, sono stati uccisi 12 israeliani, per la maggior parte soldati. Il negoziato è un modo molto più efficace per affrontare razzi e altre forme di violenza. Questo sarebbe successo se Israele avesse rispettato i termini del cessate-il-fuoco di giugno e tolto il suo blocco dalla striscia di Gaza.
Questa guerra contro la popolazione di Gaza non riguarda in realtà i razzi. Né riguarda il “ristabilire la deterrenza di Israele”, come la stampa israeliana vorrebbe farvi credere. Molto più rivelatrici le parole dette nel 2002 da Moshe Yaalon, allora capo delle Forze di Difesa israeliane:”Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto.”
di Nicholas Kristof (NYTimes, 7-1-09)
In un momento in cui Israele sta bombardando Gaza cercando di schiacciare Hamas, vale la pena di ricordare che Israele stesso aiutò ad allevare Hamas.
Quando Hamas fu fondata nel 1987, Israele era per lo più preoccupata del movimento Fatah di Yasser Arafat e pensò che una organizzazione religiosa palestinese avrebbe aiutato a indebolire Fatah. Israele calcolò che tutti quei fondamentalisti musulmani avrebbero passato il loro tempo a pregare nelle moschee, così diede un giro di vite a Fatah e permise a Hamas di crescere come forza alternativa.
In Medio Oriente stiamo assistendo alla sindrome del boomerang. Il terrorismo arabo ha creato un appoggio ai politici israeliani di estrema destra, che hanno reagito duramente contro i palestinesi, che hanno risposto con altro terrorismo, ecc. Gli estremisti di entrambe le parti si sostengono a vicenda e l’assalto terrestre eccessivo di Israele a Gaza creerà verosimilmente altri terroristi nel lungo periodo. (...)
(il resto dell'articolo qui.)
25 dicembre 2008
Auguri

E buon compleanno alle seguenti divinità nate il 25 dicembre:
Adone (200 a.C.)
Attis (1400 a.C.)
Baal
Bacco
Balder
Beddru
Devatat
Dioniso (470 a.C.)
Eracle (800 a.C.)
Gesù (anno 0, ma probabilmente tra il 7 e il 4 a.C., anno della morte di Erode)
Hermes
Horus (3000 a.C.)
Krishna (900 a.C.)
Mitra (1200 a.C.)
Odino
Orfeo
Osiride (3000 a.C.)
Quetzacoatl
Sol Invictus
Tammuz (400 a C.)
Thor
Zoroastro (1000 a.C.)
Alcune domeniche fa centinaia di credenti hanno protestato davanti al Campidoglio di Washington, poiché il governatore Chris Gregoire aveva permesso che venisse posta all’interno - tra altri simboli e messaggi di stampo religioso, non solo cristiani, in vista del Natale - anche una targa di ispirazione atea della Freedom from Religion Foundation. La targa era stata rubata venerdì e ritrovata poche ore dopo presso una stazione radio di Seattle.
I promotori della manifestazione, dove si sono alternate preghiere e canti natalizi, affermano che la targa dell’associazione di non credenti è una provocazione e un’offesa per tutte le religioni. Lobby cristiane come In God We Trust si stanno mobilitando negli Usa, facendo pressione sui politici, per limitare i tentativi di promozione dei non credenti.
La targa recitava: "In questa stagione del Solstizio d’Inverno, possa la ragione prevalere. Non ci sono dei, nè diavoli, nè angeli, nè paradiso, nè inferno. C’è solo il nostro mondo naturale. La religione non è altro che mito e superstizione che indurisce i cuori e schiavizza le menti".
Buon Dies Natalis Solis Invicti a tutti.
12 dicembre 2008
05 novembre 2008
04 novembre 2008
Dell'Utri in pillole

"L'Antimafia costa troppo per quello che produce".
"Mussolini uomo di valore con senso della patria. L'antifascismo è un concetto obsoleto".
"Gomorra? Non è una grande pubblicità per l'Italia".
"La P2 è stata montata e strumentalizzata".
"Cambiare gli uomini della Rai. Al TG3 sono troppo gotici, dark".
E così via.


