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05 giugno 2009

Quello che non vogliono farci vedere...

...per fortuna lo pubblica El Pais (cliccate sulle innocenti foto per non perdervi ogni dettaglio più scabroso!).

05 maggio 2009

Afghanistan


Soldati italiani sparano: muore una tredicenne. Berlusconi illeso. [cit.]


http://www.zmag.org/blog/view/3127

25 aprile 2009

Come ti erudisco il neo-nazi


Non è affatto facile selezionare dallo sconfinato mare di dolore che gli uomini si procurano reciprocamente nella storia del mondo - omicidi, torture, annientamenti - le atrocità che vengono perpetrate da ormai più di trent' anni a danno dei telespettatori italiani. Se però dovessi scegliere l'episodio che più di ogni altro ha assunto in sé senso e prospettive di tali atrocità, non avrei incertezze; e indicherei senz' altro la puntata del
Maurizio Costanzo Show andata in onda su Canale 5 martedì 5 novembre dello scorso anno.

Gli ospiti

Interamente dedicata al risorgente fenomeno europeo del neo-nazismo, la puntata di quella sera aveva come ospiti: Frank Hubner, presidente della Deutsche Alternative, una organizzazione nazionalsocialista sorta nella Germania occidentale; Mario Prill, skinhead di Berlino est; Vinfried Priem, ideologo neo-nazista di Berlino ovest; Bernard Henry Levy, filosofo francese; Giuliano Zincone, editorialista del Corriere della Sera; Enrico Mentana, neo-direttore del tg di Canale 5; Alberto Jacoviello, editorialista di Repubblica; e Vincenzo Carchedi, muratore calabrese emigrato in Germania, recente vittima di una aggressione da parte di skinhead a Hockenheim.


Premesse

1. In apertura di programma, Costanzo ricorda le regole del gioco: tutti in democrazia possono parlare.

2. Dopo mezz'ora di dialogo pacato fra Costanzo e Hubner, durante il quale questi ha modo di esporre in modo divertente le proprie teorie neo-naziste, Levy è il solo a capire cosa non sta funzionando, e blocca quella conversazione. Costanzo gli cede la parola affinché Levy possa confutare le tesi di Hubner, ma Levy si rifiuta di farlo, perché le idee di Hubner, le idee naziste, hanno causato sei milioni di morti. La storia ha già giudicato quelle idee. L'idea violenta non può far parte del campo dell'argomentazione, cosa che evidentemente Costanzo e il suo co-autore Silvestri hanno deciso di ignorare.

3. Hubner affonda Levy usando come siluro la regola di Costanzo. Se in democrazia tutti possono parlare, dice Hubner, Levy ci ghettizza, quando vuole impedircelo.

4. I tre neo-nazisti sono concilianti, sorridenti, educati, tranquilli. I loro pensieri sono brevi, leggermente difficili, ma espressi con molta semplicità. Dei tre, uno ha famiglia ed è disoccupato, uno fa il manovale e il terzo ha una faccia pulita alla Charlie Sheen. Televisivamente sono perfetti. Un nazista che sorride in tv· è una persona che sta in tv e sorride. Possono essere dei simpaticoni, i nazisti. Solo per pregiudizio ce lo dimentichiamo. Il film comicopreferito da Goebbels era Il grande dittatore. Frank Hubner, uno dei tre neo-nazisti invitati da Costanzo, con la sua ironia ha strappato più di un sorriso al pubblico del Parioli.

5. Mentre parla Zincone, vediamo Mentana che ignaro di essere ripreso cerca di accattivarsi la simpatia di Hubner con qualche cazzeggio ameno.

6. A Zincone che descrive il nazismo come frutto di paura e di sottocultura, Levy ricorda che l'idea nazista (maligna,come ha dimostrato la storia) ha affascinato a suo tempo schiere di intellettuali, dimostrandosi in grado di muovere qualcosa delle volontà migliori che sono dentro di noi: il desiderio di pulizia, il desiderio di energia. E a Jacoviello che prende in giro i tre per via dei loro vestiti da skin, Levy ricorda che non è consentito banalizzare quelle persone, farle passare per comici. Hanno idee e bastoni. E hanno bastoni perché hanno quelle idee. Quelle idee hanno ammazzato e possono ancora ammazzare.


Gli attimi indimenticabili
1. I tre neo-nazisti vengono tradotti da un interprete. L'interprete annuisce con forza alle loro frasi, per segnalare che le ha capite e che è in grado di tradurle. Quello che subliminalmente lo spettatore vede, invece, è un uomo che annuisce con forza alle tesi neo-naziste che vengono espresse sul palco del Parioli in quel momento.

2. A Bernard Henry Levy che si lamenta di nuovo per le tesi xenofobe e per come è condotta la trasmissione, Costanzo dice irritato: "lo non vorrei che lei continuasse a darci delle pagelle, Levy. Lei ci sottovaluta, come spessofanno i francesi nei nostri confronti!" (Applausi! mentre il nazista Hubner sorride sornione.)

3. Dopo che Levy ha sottolineato per l'ennesima volta che il pericolo è la banalizzazio, va in onda la pubblicità del nuovo concorso "Valleverde vinci i Tropici".

4. Vinfried Priem, l'ideologo neo-nazista di Berlino ovest forte della regola di Costanzo secondo cui in democrazia tutti possono parlare, cita come se niente fosse uno storico revisionista, per affermare che l'Olocausto è un'invenzione di chi ha vinto la guerra. Costanzo lo interrompe dicendo: "No, questo non è accettabile. Ci sono del limiti di decenza oltre i quali non si può andare." (Chi li stabilisce, questi limiti? Costanzo? Mentre con orrore ci accorgiamo di star assistendo alla farsa Costanzo contro i nazisti.)

5. Mario Prill, skinhead: "lo faccio ragionamenti passo dopo passo."
Costanzo: "Anche col passo dell'oca, magari."
(Non ride nessuno, anzi gelo.)

6. Costanzo decide: per questa sera, niente passerella. (Ma come, in democrazia non hanno tutti il diritto di fare la passerella?)

7. Va poi in onda il promo de l'Istruttoria, e in una specie di contrappunto involontario col Costanzo Show dedicato alle violenze dei neo-nazistl vediamo in successione: le urla di Sgarbi contro le femministe, lo scontro Sgarbi-D'Agostino, lo schiaffo a Tinto Brass, le escandescenze di Pillitteri contro i Cobas, e Ferrara che dice: "Sarò sempre un malpensante."

8. Sollecitato da Costanzo, Hubner dichiara che lui non avrebbe mai picchiato Vincenzo Carchedi, il muratore emigrato in Germania, vittima degli skinhead di Francoforte, e adesso seduto sulla poltroncina dell'opinionista. (Applausidi solidarietà a Carchedi, e il torto nazista sembra già riparato, all'insegna del volemose bbene).

9. Costanzo non esegue la distribuzione degli After Eight. (Peccato. Ai nazisti piacciono, gli After
Eight.)


Come si aumenta la simpatia di un neo-nazista?
Trasformandolo in una vittima.

Come si rende vittima un neo-nazista in tv?
In molti modi. Ad esempio;

a. affermando che in democrazia tutti possono parlare, e poi, quando il neo-nazista negherà che l'Olocausto sia mai esistito, togliendogli subito la parola;

b. alzando la voce contro il neo-nazista, il quale invece stava esprimendo le sue tesi in modo equilibrato;

c. cercando di mettere in ridicolo il neo-nazista, e insistere con la provocazione anche quando quello, invece di arrabbiarsi, tace, timido ed elegante;

d. presentandolo come un giovane che è disoccupato, ha famiglia e i cui ideali sono: niente droga, e un ambiente migliore in cui far crescere i propri figli;

e. non dandogli gli After Eight. (Se però glieli dai,in qualche modo lo assolvi);

f. non facendogli fare la passerella. (Se però gliela fai fare, lo assolvi di nuovo. Eccetera);

g. riprendendolo dall' alto, da sopra. Come si sa, chi viene ripreso dall' alto sembra minacciato da qualcosa. Inoltre assume le proporzioni di un bambino (testa grossa, fronte spaziosa, corpo piccino), e questo ce lo rende simpatico. (En passant: alle ultime elezioni, è proprio cosl che si sono fatti fotografare i Verdi: in gruppo e dall' alto. Dei neonazisti sorridenti, vestiti casual e fotografati dall'alto, otterrebbero lo stesso effetto psicologico.)


La sera dopo
Costanzo: "Con la puntata di ieri, all'una e mezza di notte abbiamo raggiunto uno share del 57%. Pari a un milione e mezzo di ascoltatori. Questo significa che la tv deve assolvere al suo compito di mostrare certe realtà anche aberranti come quelle di ieri sera."
(Che si riferisse a Mentana?)

Daniele Luttazzi, 1991





"Fra partigiani e sostenitori della Repubblica di Salò ci sono state differenze, anche se la pietà deve andare a coloro che credendosi nel giusto hanno combattuto per una causa che era una causa persa. Sulla proposta di legge per equiparare repubblichini e partigiani rifletteremo".

Silvio Berlusconi, 2009





Buon 25 aprile.

29 marzo 2009

18 febbraio 2009

Internet in Italia: come Cina e Birmania


Dal blog di Antonio Di Pietro:

"Il Senato, con voto contrario dell’Italia dei Valori, ha approvato l'articolo 50-bis del Ddl n° 773, un emendamento del senatore Udc Gianpiero D’Alia al pacchetto sicurezza varato dal governo.

L’emendamento avvia “la repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. Nei fatti, se approvato, permetterà di reprimere la libertà di espressione e di opinione in Rete (approfondimento nell’articolo di Punto Informatico ).
Il reato di apologia e istigazione a delinquere è già previsto e punito dalla legge, chiunque ne venga accusato oggi viene processato e, se colpevole, condannato. D’Alia e i suoi mandanti non vogliono attendere il processo, né la sentenza, vogliono emettere subito il verdetto di colpevolezza obbligando i provider ad oscurare da subito il sito. Poi, chi se ne frega del processo.

Un emendamento antidemocratico e incostituzionale che cancellerà l’informazione in internet in un soffio equiparando l’Italia alle uniche due nazioni al mondo che hanno queste restrizioni: Cina e Birmania.
L’emendamento sotto il pretesto di chiudere le porte a siti come You Tube e Facebook in cui sparuti gruppi di fanatici “inneggiano” a Raffaele Cutolo e Salvatore Riina, nasconde ben altri obiettivi. Quello di oscurare l’ultimo tassello dell’informazione, internet, che sfugge al controllo diSilvio Berlusconi monopolista dell'informazione privata e di Stato.
Mi domando perché non oscurare le reti Mediaset visto che inneggiano ad un assassino come Vittorio Mangano. Oppure perché non sciogliere la Lega di Umberto Bossi che istiga i padani ad armarsi di fucili contro “Roma ladrona” da cui i suoi dirigenti prendono un lauto stipendio.

Se questo golpe non si arresterà alla Camera scenderemo in tutte le piazze d’Italia. E ci rimarremo.

Se l’emendamento D’Alia divenisse legge il mio blog, quello di Marco Travaglio, di Beppe Grillo, di Byoblu, di Daniele Martinelli, di Piero Ricca e di migliaia di altre voci libere della Rete, sarebbero oscurati. Questo è l’effetto, ed il vero obiettivo, di quell’emendamento carogna, ed il senatore D’Alia non lo nasconde (come potete capire dal video di un internauta che riporto).

Dite la vostra al senatore Gianpiero D’Alia (email)."

Questa l'intervista al senatore D'Alia, che dimostra di non avere la più pallida idea di come funziona la Rete.


Sperando che nel frattempo D'Alia non mi censuri il blog, quasi quasi comincio a fare le valigie.

11 gennaio 2009

Quello che non sapete su Gaza


Riporto integralmente un post dal blog di Daniele Lutttazzi.

Il NYTimes di oggi pubblica un articolo interessante di Rashid Khalidi, professore di studi arabi alla Columbia, autore di “Sowing Crisis: The Cold War and American Dominance in the Middle East”.

* * *

Quello che non sapete su Gaza

di Rashid Khalidi (NYTimes, 7-1-09)

Quasi tutto quello che siete stati portati a credere su Gaza è sbagliato. Alcuni punti essenziali sembrano mancare dal discorso, svoltosi per lo più sulla stampa, circa l’attacco di Israele alla striscia di Gaza.

Il popolo di Gaza
La maggioranza di chi vive a Gaza non è lì per scelta. Un milione e cinquecentomila persone stipate nelle 140 miglia quadrate della striscia di Gaza fanno parte per lo più di famiglie provenienti dai paesi e dai villaggi attorno a Gaza come Ashkelon e Beersheba. Vi furono condotte a Gaza dall’esercito israeliano nel 1948.

L’occupazione
Gli abitanti di Gaza vivono sotto l’occupazione israeliana dall’epoca della Guerra dei sei giorni (1967). Israele è tuttora considerata una forza di occupazione, anche se ha tolto le sue truppe e i suoi coloni dalla striscia nel 2005. Israele controlla ancora l’accesso all’area, l’import e l’export, e i movimenti di persone in ingresso e in uscita. Israele controlla lo spazio aereo e le coste di Gaza, e i suoi militari entrano nell’area a piacere. Come forza di occupazione, Israele ha la responsabilità di garantire il benessere della popolazione civile della striscia di Gaza (Quarta Convenzione di Ginevra).

Il blocco
Il blocco della striscia da parte di Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, si è fatto sempre più serrato da quando Hamas ha vinto le elezioni per il Consiglio Legislativo Palestinese nel gennaio 2006. Carburante, elettricità, importazioni, esportazioni e movimento di persone in ingresso e in uscita dalla striscia sono stati lentamente strozzati, causando problemi che minacciano la sopravvivenza (igiene, assistenza medica, approvvigionamento d’acqua e trasporti).

Il blocco ha costretto molti alla disoccupazione, alla povertà e alla malnutrizione. Questo equivale alla punizione collettiva –col tacito appoggio degli Stati Uniti- di una popolazione civile che esercita i suoi diritti democratici.

Il cessate-il-fuoco
Togliere il blocco, insieme con la cessazione del lancio dei razzi, era uno dei punti chiave del cessate-il-fuoco fra Israele e Hamas nel giugno scorso. L’accordo portò a una riduzione dei razzi lanciati dalla striscia: dalle centinaia di maggio e giugno a meno di venti nei quattro mesi successivi (secondo stime del governo israeliano). Il cessate-il-fuoco venne interrotto quando le forze israeliane lanciarono un imponente attacco aereo e terrestre ai primi di novembre; sei soldati di Hamas vennero uccisi.

Crimini di guerra
Colpire civili, sia da parte di Hamas che di Israele, è potenzialmente un crimine di guerra. Ogni vita umana è preziosa. Ma i numeri parlano da soli: circa 700 palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi da quando è esploso il conflitto alla fine dello scorso anno. Per contro, sono stati uccisi 12 israeliani, per la maggior parte soldati. Il negoziato è un modo molto più efficace per affrontare razzi e altre forme di violenza. Questo sarebbe successo se Israele avesse rispettato i termini del cessate-il-fuoco di giugno e tolto il suo blocco dalla striscia di Gaza.

Questa guerra contro la popolazione di Gaza non riguarda in realtà i razzi. Né riguarda il “ristabilire la deterrenza di Israele”, come la stampa israeliana vorrebbe farvi credere. Molto più rivelatrici le parole dette nel 2002 da Moshe Yaalon, allora capo delle Forze di Difesa israeliane:”Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto.”


Il boomerang di Gaza

di Nicholas Kristof (NYTimes, 7-1-09)

In un momento in cui Israele sta bombardando Gaza cercando di schiacciare Hamas, vale la pena di ricordare che Israele stesso aiutò ad allevare Hamas.

Quando Hamas fu fondata nel 1987, Israele era per lo più preoccupata del movimento Fatah di Yasser Arafat e pensò che una organizzazione religiosa palestinese avrebbe aiutato a indebolire Fatah. Israele calcolò che tutti quei fondamentalisti musulmani avrebbero passato il loro tempo a pregare nelle moschee, così diede un giro di vite a Fatah e permise a Hamas di crescere come forza alternativa.

In Medio Oriente stiamo assistendo alla sindrome del boomerang. Il terrorismo arabo ha creato un appoggio ai politici israeliani di estrema destra, che hanno reagito duramente contro i palestinesi, che hanno risposto con altro terrorismo, ecc. Gli estremisti di entrambe le parti si sostengono a vicenda e l’assalto terrestre eccessivo di Israele a Gaza creerà verosimilmente altri terroristi nel lungo periodo. (...)

(il resto dell'articolo qui.)

05 novembre 2008

Arriva l'uomo nero

E fa meno paura di quello bianco.

04 novembre 2008

Dell'Utri in pillole


"L'Antimafia costa troppo per quello che produce".

"Mussolini uomo di valore con senso della patria. L'antifascismo è un concetto obsoleto".

"Gomorra? Non è una grande pubblicità per l'Italia".

"La P2 è stata montata e strumentalizzata".

"Cambiare gli uomini della Rai. Al TG3 sono troppo gotici, dark".

E così via.

30 ottobre 2008

Come volevasi dimostrare


Riporto l'articolo comparso oggi su Repubblica, scritto da Curzio Maltese.

Quel camion pieno di spranghe

Aveva l´aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo de´ Fiori colmo di gente. Certo, c´era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico.

«Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane» sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un´onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo de´ Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi. Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano «Duce, duce». «La scuola è bonificata». Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent´anni, ma quello che ha l´aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un´altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell´università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. «Basta, basta, andiamo dalla polizia!» dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. «Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!» protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: «E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!». Il funzionario urla: «Impara l´educazione, bambina!». La professoressa incalza: «Fate il vostro mestiere, fermate i violenti». Risposta del funzionario: «Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra». C´è un´insurrezione del drappello: «Di sinistra? Con le svastiche?». La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: «Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un´azione di violenza da parte dei miei studenti. C´è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c´entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire».

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: «Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra». Monica, studentessa di Roma Tre: «Ma l´hanno appena sentito tutti! Chi crede d´essere, Berlusconi?». «Lo vede come rispondono?» mi dice Laura, di Economia. «Vogliono fare passare l´equazione studenti uguali facinorosi di sinistra». La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: «Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov´è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l´avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto».
Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. «È contento, eh?» gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand´ero ministro dell´Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell´ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all´ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì».

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un´azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. «Lei dove va?». Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: «Non li abbiamo notati».

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: «Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!». L´altro risponde: «Allora si va in piazza a proteggere i nostri?». «Sì, ma non subito». Passa il vice questore: «Poche chiacchiere, giù le visiere!». Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s´affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l´assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s´avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell´Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all´occupazione, s´aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. «Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l´idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo».

Nel frattempo, dato che come al solito abbiamo fatto una splendida figura a livello internazionale, la Commissione Europea chiede spiegazioni al governo.

Aggiornamento
Qui il video di Maltese che parla in diretta


Un altro video di testimonianze


Altri spezzoni tratti da Anno Zero, Blob e Matrix.

26 ottobre 2008

Brivido, terrore, raccapriccio


La bassezza della situazione politica e sociale del Paese mi obbliga a tornare a scrivere sul blog.

Le affermazioni di Berlusconi riguardo all'intervento delle forze dell'ordine contro studenti e insegnanti mi avevano lasciato a dir poco incredulo. Scemo io e mezza Italia a credergli: "
Mai parlato di polizia nelle scuole e nelle università" ha poi dichiarato. Come al solito non aveva mai detto una cosa del genere/stava scherzando/è stato frainteso (non ha però battuto il suo record personale).
Fin qui tutto male. Ma i politici italiani fanno a gara per essere il peggio del peggio, e infatti ecco che spunta Cossiga con un'intervista agghiacciante:

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?

«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Quale incendio?

«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E’ dunque possibile che la storia si ripeta?

«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all’inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com’era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c’è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente»

Fonte: Andrea Cangini, Quotidiano Nazionale

11 maggio 2008

I politici devono essere ricattabili

Marco Travaglio a Che Tempo Che Fa del 10/5/2008.


Aggiornamento
Come volevasi dimostrare: tutti gli esponenti della Casta, fatta eccezione per il solito Di Pietro, hanno espresso la loro solidarietà nei confronti del Presidente del Senato Renato Schifani (colluso con la mafia), mentre quello zerbino di Fabio Fazio ha chiesto scusa ai telespettatori per ciò che ha detto Travaglio, or ora querelato per diffamazione. Ci sarà un nuovo editto bulgaro? Non lo so, ma forse nemmeno servirà, perché questo è ciò che ci aspetta nei prossimi 5 anni di dittatura dolce: attacchi alla persona, invece che agli argomenti (dato che ne hanno a loro volta per ribattere). Giù sparate sulla mancanza di contradditorio...ma che contradditorio ci deve essere se un giornalista fa la cronaca dei fatti? Allora ogni volta che si riporta la notizia di una rapina, dovremmo andare a sentire la versione del rapinatore?
Qui il filmato completo.

11 aprile 2008

Di Pietro, Berlusconi e i media italiani


Nelle scorse settimane Di Pietro è stato continuamente attaccato da Berlusconi e compagni, ai quali fa orrore. Fa talmente orrore che contro di lui si è scatenata una vera e propria campagna diffamatoria, da parte dei giornali e delle televisioni in mano a Berlusconi (e non solo, dato che dal servilissimo Vespa ha dichiarato che Di Pietro si è comprato la laurea).

Fa orrore perché vuole che sia applicata la sentenza del 31 gennaio 2008 della Corte Europea di Giustizia, che
dichiara illegittime le leggi italiane sulle radio televisioni, consentendo a Rete4 di trasmettere abusivamente sulle frequenze analogiche che spettano (dal '97) ad Europa7.
Emma Bonino ha dichiarato che la sentenza non ha carattere di urgenza; si è però dimenticata di dire che, se entro la fine del 2008 Rete4 non va sul satellite, l'Italia - ovvero i cittadini - dovrà pagare una multa, reatroattiva dal luglio 2006, di circa 300-400mila Euro al giorno (
per un totale compreso tra 328,5 e 438 milioni di Euro): altro che TV senza canone.
Nel frattempo Dell'Utri, l'amichetto di Berlusconi, vuole riabilitare Vittorio Mangano: "E' un eroe!" esclama parlando dello stalliere di Arcore, un mafioso condannato per l'omicidio di 2 persone; non contento, dichiara anche: "
I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione".

Di Pietro non fa orrore, ma fa comunque paura anche alla sinistra. Dal PD alla Sinistra Arcobaleno, nessuno pensa che sia una buona idea affidargli il Ministero della Giustizia: non si sa mai che volesse mandare a casa i parlamentari condannati, o che lasciasse lavorare i magistrati quando c'è qualche politico indagato.
L'Italia dei Valori ha inserito nelle proprie liste solo persone con la fedina penale pulita. E' l'unico partito a non avere neanche un condannato tra le proprie file (vedi immagine a inizio post, tratta da Repubblica di oggi).

Se la coalizione PD-IDV vincerà le elezioni, sarò sollevato, ma non festeggerò. Festeggerò solamente quando vedrò Di Pietro come Ministro della Giustizia.

02 aprile 2008

Elezioni 2008


Siete ancora indecisi su chi votare alle prossime elezioni? Non avete la minima voglia di leggervi i programmi dei vari partiti? Accorre in vostro aiuto voisietequi.it, dove potete fare un test di 25 domande per scoprire la vostra collocazione politica.
Come si vede dall'immagine, io sono molto vicino all'Italia dei Valori (alle elezioni di 2 anni fa risultavo vicino ai Radicali ancor più che al partito di Di Pietro).

Su openpolis.it potete invece seguire le posizioni e le dichiarazioni di tutti i politici italiani, dai comuni fin su al Parlamento Europeo.

In ogni caso prendetevela comoda: proprio oggi è uscita la notizia di un possibile posticipo delle elezioni; causa di tutto è la DC, che intende inserire la propria lista solo ora, ma pretende altre 2 settimane di campagna elettorale.

Aggiornamento
Un lato positivo nell'eventuale rinvio delle elezioni c'è: il suicidio di Ferrara.

Free Tibet (2)


Cliccando sull'immagine qua sotto (la metterò anche tra i link del blog) potete inserire la vostra e-mail e mandare al segretario dell'ONU il messaggio "Free Tibet. Stop to the China Olympic Games".

Free Tibet

Questo è invece un servizio delle Iene, con un intervista ad un monaco tibetano tenuto 33 anni nelle carceri cinesi.

31 marzo 2008

Veltrusconi


Dal blog di Beppe Grillo.

Programma elettorale del PD/PDL:

Lo psiconano non vuole una legge contro il conflitto di interessi
Topo Gigio non vuole una legge contro il conflitto di interessi

Lo psiconano vuole tenersi tre televisioni e fare politica
Topo Gigio vuole che lo psiconano si tenga tre televisioni e continui a fare politica

Lo psiconano vuole gli inceneritori
Topo Gigio vuole gli inceneritori e imbarca Veronesi detto Cancronesi di 83 anni

Lo psiconano non vuole rispettare le sentenze europee e mandare Rete 4 sul satellite
Topo Gigio non vuole rispettare le sentenze europee e mandare Rete 4 sul satellite

Lo psiconano non vuole che le intercettazioni siano rese pubbliche dopo essere state notificate alle parti
Topo Gigio non vuole che le intercettazioni siano rese pubbliche dopo essere state notificate alle parti

Lo psiconano non vuole più processi pubblici a Cuffaro, Fazio, Fiorani, Consorte, D’Alema, Fassino e a sé stesso a causa delle intercettazioni
Topo Gigio non vuole più processi pubblici a Cuffaro, Fazio, Fiorani, Consorte, D’Alema, Fassino e allo psiconano a causa delle intercettazioni

Lo psiconano vuole la galleria di 43 chilometri in Val di Susa che costerà 14 miliardi di euro ai contribuenti per far passare merci a 130 all’ora tra 15 anni
Topo Gigio vuole la galleria di 43 chilometri in Val di Susa che costerà 14 miliardi di euro ai contribuenti per far passare merci a 130 all’ora tra 15 anni

Lo psiconano vuole fare le nuova legge elettorale con Topo Gigio
Topo Gigio vuol fare la nuova legge elettorale con lo psiconano

Lo psiconano vuol fare un governo di larghe intese dopo le elezioni
Topo Gigio vuol fare un governo di larghe intese dopo le elezioni

Lo psiconano vuole premier dell’inciucio Gianni Letta
Topo Gigio vuole premier dell’inciucio Gianni Letta

Se non potete scegliere il programma, valutate le differenze tra i due leader:
lo psiconano si tinge i capelli e ha i tacchi,
Topo Gigio ha i capelli bianchi e gli occhiali.
Meglio i capelli al naturale o la tintura?
Votate lo shampoo, fatelo per la democrazia.

Expo 2015 a Milano


Milano si è aggiudicata l'Expo 2015.

Milano: una città dove i pochi boschi rimasti vengono rasi al suolo per far posto a mostri di cemento armato.
Milano: una città dove entra in vigore l'ecopass (puoi inquinare quanto vuoi, basta che paghi), che non diminuisce il traffico, lo sposta solo in periferia; dove se hai un auto Euro 4, anche se è un SUV, non paghi (a Londra sì, ma cosa vuoi che ne capiscano gli Inglesi?).
Milano: una città che grazie al suo viscido sindaco è riuscita a comprarsi Al Gore (paladino dell'ambiente) e ad averlo come testimonial.
Milano: una città dove ci sono case popolari pronte e mai assegnate, occupazioni abusive e quartieri ghetto dove regna il degrado, come denuncia Annozero.
Milano: una città che
usa come slogan per l'Expo "Nutrire il pianeta, energia per la vita", poco male se c'è gente che muore di cancro perché i palazzi sono fatti con l'amianto.
Milano: una città talmente unita e sicura che 2 donne vengono violentate a capodanno mentre la gente in piazza fa finta di nulla.

Milano si è aggiudicata l'Expo 2015...


Aggiornamento: mi è piaciuto questo articolo su Repubblica Milano, scritto prima della votazione.

27 marzo 2008

AAA Parlamentari cercasi

Free Tibet

Free Tibet, porco cazzo.

19 marzo 2008

Mastellix

11 marzo 2008

Ci voleva Zapatero


E ci vorrebbe anche oggi, in Italia.
Dopo 4 anni di governo, la Spagna lo ha eletto un'altra volta, pur senza una maggioranza assoluta.

Cosa ha fatto Zapatero in questi anni?
Ha riformato il sistema televisivo, dando spazio ad una nuova rete (gratuita, come tutta la tv in Spagna), nonostante le lamentele delle reti Antena 3 e Telecinco (appartententi la prima a De Agostini e la seconda a Mediaset).
Ha velocizzato e reso meno costose le pratiche di divorzio; ha liberalizzato la fecondazione assitita; ha istituito il matrimonio per le coppie omosessuali, dando ad esse (e anche alle coppie di fatto) il diritto di adottare; ha introdotto diversi sussidi alle famiglie che hanno figli; ha legalizzato la sperimentazione medica della cannabis; ha tolto molte restrizioni alla ricerca sulle cellule staminali.
Ha riformato in meglio il lavoro flessibile e ha aumentato gli stipendi minimi annui.
Ha costruito case popolari e abbassato i mutui e gli affitti (con agevolazioni per i proprietari e sussidi mensili per gli affituari).
Ha creato una legge per rimborsare il 100% del biglietto ai pendolari se il treno ritarda per più di 5 minuti.
Ha imposto di rimuovere ogni statua o monumento che raffigura Franco dai luoghi pubblici, e stabilito risarcimenti economici ai figli delle vittime della dittatura franchista (il Vaticano ha invece preferito beatificare 500 nuovi franchisti, arrivando ad un totale di 977).

Grazie a questo e ad altro, la Spagna ha sorpassato l'Italia nel reddito pro-capite, ed è oggi un Paese più avanzato e vivibile del nostro.
Quello che chiedo io è: non si potrebbe fare uno strappo alle regole della sperimentazione scientifica e clonare Zapatero? Anche se durasse solo 4 anni andrebbe benissimo.