31 maggio 2006

LTI


Sto leggendo "La lingua del Terzo Reich" di Victor Klemperer (nella foto) per l'esame di Comunicazione Politica e mi è piaciuto molto questo passaggio: credo che Schiller e Klemperer ci abbiano preso in pieno.

"No, l'effetto maggiore non era provocato dai discorsi e neppure da articoli, volantini, manifesti e bandiere, da nulla che potesse essere percepito da un pensiero o da un sentimento consapevoli. Invece il nazismo si insinuava nella carne e nel sangue della folla attraverso le singole parole, le locuzioni, la forma delle frasi ripetute milioni di volte, imposte a forza alla massa e da questa accettate meccanicamente e inconsciamente. Di solito si attribuisce un significato puramente estetico e per così dire "innocuo" al distico di Schiller: "La lingua colta che crea e pensa per te". Un verso riuscito in una "lingua colta" non è una prova sufficiente della capacità poetica del suo autore; non è poi tanto difficile, usando una lingua estremamente colta, atteggiarsi a poeta e pensatore.
Ma la lingua non si limita a creare e pensare per me, dirige anche il mio sentire, indirizza tutto il mio essere spirituale quanto più naturalmente, più inconsciamente mi abbandono a lei. E se la lingua colta è formata di elementi tossici o è stata resa portatrice di tali elementi? Le parole possono essere come minime dosi di arsenico: ingerite senza saperlo sembrano non avere alcun effetto, ma dopo qualche tempo ecco rivelarsi l'effetto tossico. Se per un tempo sufficientemente lungo al posto di eroico e virtuoso di dice "fanatico", alla fine si crederà veramente che un fanatico sia un eroe pieno di virtù e che non possa esserci un eroe senza fanatismo. I termini fanatico e fanatismo non sono un'invenzione del Terzo Reich, che ne ha solo modificato il valore e li ha usati in un solo giorno con più frequenza di quanto non abbiano fatto altre epoche nel corso degli anni. Il Terzo reich ha coniato pochissimi termini nuovi, forse verosimilimente addirittura nessuno. La lingua nazista in molti casi si rifà a una lingua straniera, per il resto quasi sempre al tedesco prehitleriano; però muta il loro valore e la loro frequenza, trasforma in patrimonio comune ciò che prima apparteneva a un singolo o a un gruppuscolo, requisisce per il partito ciò che era patrimonio comune e in complesso impregna del suo veleno parole, gruppi di parole e struttura delle frasi, asservisce la lingua al suo spaventoso sistema, strappa alla lingua il suo mezzo di propaganda più efficace, più pubblico e più segreto."

4 commenti:

Ste ha detto...

che brutta questa topa del giorno.voto 1

fede ha detto...

in effetti è proprio un cesso...

Andy ha detto...

Respect to Klemperer o vi cambio i connotati.

re citello ha detto...

concordo con ste..voto 0.5 post scriptum bello ma alla fine della letttura porta al suicidio.Pesaaante(leggi cm quello delle pagelle d controcampo)